Investimenti Transizione 4.0 e proroga delle comunicazioni di completamento

Transizione 4.0: comunicazioni di completamento prorogate al 15 settembre 2026

A cura di Redazione Alterego HSE

Stato: Aggiornato
Data del provvedimento: 31 luglio 2026
Termine aggiornato: 15 settembre 2026
Ultimo controllo: 1 agosto 2026

In sintesi

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha prorogato al 15 settembre 2026 il termine per la presentazione delle comunicazioni di completamento degli investimenti in beni strumentali 4.0.

Soggetti interessati

Imprese che hanno prenotato e confermato le risorse del credito d’imposta Transizione 4.0 e devono ancora completare la procedura, con riferimento agli investimenti ultimati nel 2025 o completati entro il 30 giugno 2026. La misura interessa anche le imprese in lista d’attesa che riceveranno dal GSE la comunicazione di nuova disponibilità delle risorse.

Cosa cambia

  • la comunicazione di completamento può essere trasmessa entro il 15 settembre 2026;
  • per le imprese in lista d’attesa destinatarie della comunicazione GSE, entro la stessa data devono essere presentate le comunicazioni di conferma e di completamento;
  • l’invio resta telematico tramite il sistema dedicato del GSE.

Scadenza

15 settembre 2026. La proroga non elimina la necessità di verificare completezza e coerenza della documentazione relativa agli investimenti.

Cosa fare in azienda

  1. verificare lo stato della prenotazione e delle comunicazioni già inviate;
  2. controllare le comunicazioni ricevute dal GSE, incluse quelle relative alla disponibilità di nuove risorse;
  3. raccogliere fatture, documentazione tecnica e dati necessari alla comunicazione di completamento;
  4. trasmettere la pratica con anticipo rispetto al 15 settembre e conservare ricevute e protocolli;
  5. coordinarsi con consulente fiscale e fornitore tecnico per verificare l’ammissibilità degli investimenti.

Fonti ufficiali: Decreto direttoriale MIMIT del 31 luglio 2026 e comunicato MIMIT sulla proroga.

Nota: la verifica dell’ammissibilità e della corretta fruizione del credito d’imposta richiede l’esame della singola posizione aziendale.

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